Valle Galeria: la Regione dice no al gassificatore

Il Piano Rifiuti della Regione ha escluso la necessità di accensione del gassificatore di Malagrotta, ritenendo sufficienti gli impianti presenti nel Lazio, grazie all’incremento della percentuale di raccolta differenziata avvenuto negli ultimi anni .
Una lunga e vittoriosa battaglia, quindi, quella portata avanti dalle Istituzioni territoriali, dai Comitati e dai cittadini della Valle Galeria che aveva visto un aumento della mobilitazione dopo la lettera del CoLaRi in cui il consorzio auspicava l’apertura di una discarica di servizio e l’accensione del gassificatore e la notizia dell’approvazione nella Conferenza Stato-Regioni del decreto attuativo dell’articolo 35 dello Sblocca Italia, con cui si dava il via libera ad 8 gassificatori. 
Ora, più che mai, è importante che Malagrotta sia risanata con il piano di bonifica della discarica, ancora a cielo aperto, e il monitoraggio di acqua, suolo e aria, per garantire il diritto alla salute degli abitanti della zona.

Malagrotta

Nessun gassificatore a Malagrotta, si acceleri invece la bonifica

Un no chiaro e netto è quello che va dato all’ipotesi di accensione del gassificatore di Malagrotta. Le notizie che rimbalzano in questi giorni vedono la contrapposizione tra le dichiarazioni della Regione Lazio, che ha escluso la necessità di apertura dell’impianto visto l’incremento della raccolta differenziata a Roma nel 2015 e quelle del Ministro Galletti che, al contrario, individua l’impianto come ricompreso nell’attuale e vigente programmazione regionale in materia di gestione dei rifiuti e provvisto di titolo autorizzativo valido.

E quindi, mentre cittadini e amministratori si mobilitano per eliminare definitivamente l’ipotesi di questo impianto, il nodo da sciogliere è proprio quello relativo all’effettiva esigenza di apertura di questo termovalorizzatore simile a quello di Karlsruhe, città tedesca dove un impianto simile ha chiuso nel novembre del 2004, con 500 milioni di euro di perdita e tanti problemi.

Io ritengo che la Valle Galeria abbia già pagato il suo conto in tema di rifiuti e che l’unico progetto che si debba prevedere per il territorio sia l’azione di risanamento e recupero della zona prevista con il piano di bonifica e il monitoraggio ambientale finanziato con 3.500.000 di euro che va, però, ancora perfezionato e portato a compimento visto che, ad oggi, il capping (la copertura dell’area della discarica di Malagrotta) non è neppure cominciato.

Malagrotta

Vittoria AMA su Colari, finita l’era di Cerroni e di Malagrotta

Appena arrivata la notizia che AMA ha vinto il lodo arbitrale contro la COLARI che pretendeva un risarcimento di 900 milioni di euro dalla municipalizzata capitolina: finisce definitivamente il monopolio di Cerroni e di Malagrotta, una vittoria per il Sindaco Marino la Maggioranza di centro sinistra e per i cittadini della Valle Galeria.

Questa rappresenta una rivoluzione, dopo di dati incoraggianti della raccolta differenziata (in alcuni municipi oltre il 50%) e la diffusione del porta a porta in un sempre numero maggiore di zone della città, ed il bando europeo annunciato nei giorni scorsi dall’Amministratore Delegato di AMA per trattare 600 mila tonnellate annuo di rifiuto indifferenziato (togliendo quindi dagli impianti di Malagrotta), mostra una volta per tutte che l’era Cerroni è finita.

E’ finito così un monopolio lungo quasi quarant’anni che ha visto sempre una politica accondiscendente e che solo con la Giunta Marino ha finalmente avuto il coraggio di cambiare riportando la legalità in un settore fortemente viziato da irregolarità ed abusi, di trasformare i rifiuti non in un costo ma in una risorsa, di iniziare il lavoro di riqualificazione della Valla Galeria. Questo passa non sono per gli interventi di ripristino ambientale previsti e di mitigazione del danno ma anche da vittorie come questa che costituiscono un piccolo risarcimento morale per chi da sempre combatte in difesa di un territorio che per anni subito gli effetti di una politica distante e ha visto gravare su di se il peso dell’indifferenza di una città intera.

La bonifica di Malagrotta deve partire subito: si copra la discarica e si realizzi un parco.

Continua il lavoro della Regione Lazio affinchè si arrivi alla sistemazione definitiva di quello che è un simbolo della vecchia gestione dei rifiuti; l’ex discarica di Malagrotta va coperta e ricoperta di alberi che possano contribuire alla bonifica del terreno sottostante e tutto questo dovrà essere finanziato di chi sinora ha gestito quell’impianto ed inquinato l’ambiente, Manlio Cerroni e le sue società.

La copertura a cui si fa riferimente viene definita “capping” e già lo scorso Ottobre si era svolto un tavolo tecnico che aveva poi approvato il progetto definitivo. In quella sede, oltre ad adeguare il progetto allo stato dei luoghi, si era imposto che per ricoprire la discarica venisse usata della terra e non la FOS, Frazione organica stabilizzata: quest’ultima è il risultato di un processo d’igienizzazione e stabilizzazione dei rifiuti solidi urbani che, sebbene utilizzato per ricoprire discariche, non è sicuramete adatta per costituire la base di un parco pubblico.

Ad oggi tale progetto non c’è, nonostante l’esigenza di una rapida bonifica richiesta dal Consiglio di Stato e i continui solleciti fatti dai Municipi XI e XII, da Roma Capitale e dalla Regione: a 18 mesi dalla chiusura della discarica aumenta la possibilità che sorgano problemi strutturali alle sponde della “montagna” ovvero si creino dei bacini di percolato a seguito dei ristagni d’acqua che nel tempo possono formarsi. Si dia quindi il via alla riqualificazione, ma si faccia presto.

Malagrotta Capping

Si al ripristino ambientale di Malagrotta, la riqualificazione della Valle Galeria è più vicina

Un’ottima notizia per la Valle Galeria è quella che oggi arriva dal Consiglio di Stato che ha dato il sostanziale via libera al ripristino ambientale e alla bonifica dell’area di Malagrotta, come disposto da un’ordinanza del Campidoglio del 2011: dopo il “no” del TAR del Lazio alla realizzazione di una discarica a Monti dell’Ortaccio d’inizio Gennaio, questo è l’ennesimo pezzo di un puzzle che serve a ricomporre una ferita lunga un quarantennio che questa città e l’Amministrazione Marino ha l’esigenza e la voglia di chiudere e sanare.

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Giacomo Gabrielli Ag.Toiati Discarica di Malagrotta.